Ostara

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Simboli : Uova, conigli, farfalle, draghi, fiori e alberi, croci dalle braccia regolari, abiti nuovi
Divinità : Tutti gli dei e le Dee giovani, gli Dei del Sole, le Dee Madri, le Dee dell’amore, Gli Dei della Luna e le Dee : Persefone, Blodeuwedd, Eostre, Afrodite, Athena, Gaia, Cybele, Hera, Isis, Ishtar, Minerva, Venere, Vernunnus, Attis, Mithras, Odino, Thoth, Osiride e Pan
Cibi tradizionali : uova, uova sode, torte di miele, i primi frutti di stagione, biscotti, latte e miele.
Colori : giallo limone, verde e rosa pallido, oro, tutti i pastello
Erbe : Margherite, asperule, violette, ginestra, celidonia, dente di leone, gelsomino, rosa e tanaceto
Spiriti della natura : unicorni, pegaso, coniglietti, serpenti
Incenso : Gelsomino, incenso, mirra, sangue di drago, cannella, noce moscata, aloe, benzoino, muschio, salvia, fragola, loto, violetta.
Cristalli : Ametista, acquamarina, diapro rosso, quarzo rosa e pietra di luna.
Candele : dorate, Gialle, verdi, pesca e colori pastello
Rituali : rinnovo personale, onorare amici e famiglia, meditazione

Conosciuto anche come equinozio di primavera o Alban Eiler (“Luce della Terra”), Ostara viene festeggiato il 21 di Marzo e segna il risveglio della terra e il rinnovamento della fertilità nella nostra vita spirituale.
E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali. Rappresenta quindi, una sorta di capodanno. Ricordiamo anche che nella Roma antica, l’anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città.
L’Equinozio di primavera celebra il ritorno della primavera e della vita, l’ascesa della Dea dagli Inferi.
E’ una festa che celebra la fertilità della terra ed ha un particolare valore soprattutto nel paganesimo dell’area mediterranea dove già all’equinozio il ritorno della bella stagione e il rinnovarsi della natura è evidente. I popoli più nordici come i Celti spostavano questa ricorrenza a Beltane, festa della riproduzione del bestiame con una matrice agricola meno marcata rispetto alle feste dell’area mediterranea, dove è l’Equinozio, o quantomeno i rituali che venivano celbrati in prossimità di queste corrispondenze, in realtà ad avere un’importanza maggiore rispetto a Beltane. Da ricordare che gli Equinozi non sono feste celtiche, ma sono festività che appartengono all’area sud europea.
L’Equinozio di Primavera segna proprio il momento dell’unione in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla luna. Il Dio Sole si accoppia, infatti, con la Giovane Dea Terra.
In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra. In questo girono venivano, solitamente irrigati i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.
Pianta sacra all’Equinozio di Primavera è il trifoglio, associato al triskele, la ruota sacra a quattro braccia.
Alban Eiler è il momento della rinascita, dei nuovi progetti, è il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità.
Rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.
Questo giorno è celebrato in un punto intermedio nel ciclo delle stagioni tra Imbolc ( 2 febbraio) e Beltane (1° maggio). A Yule, abbiamo celebrato il ritorno della luce o del sole al mondo e per quanto possa sembrare strano, è ad Imbolc che abbiamo celebrato l’arrivo della Primavera. Ora il giorno e la notte sono perfettamente in equilibrio ed uguali in lunghezza, e la forza del sole sta crescendo. Nella ruota dell’anno, questo festival è seguito da Beltane, cui segue il solstizio d’estate ( 21 giugno), allorchè il sole raggiungerà il suo zenith per poi tornare ad accorciarsi fino a Yule.
La Grande Ruota gira senza sosta…… Come Yule, la Signora del Giorno è una delle feste minori della ruota dell’anno, celebrata con meno enfasi rispetto ai Sabbath di Beltane, Lammas, Samhain ed Imbolc. Tuttavia, questo è un giorno molto importante, un giorno in cui dovremmo essere allegri, dato che celebra il calore e la forza guaritrice del sole, il rinverdimento della terra e la nascita di nuova vita in primavera. Come per il raccolto del 21 settembre, questo è il festival dell’ equilibrio – in cui ci riuniamo per celebrare l’equilibrio e l’armonia nell’universo.
Come per gli altri festival stagionali antichi, questo giorno è stato in parte assorbito dalla chiesa cristiana ed associato a due giorni santi cristiani. Il primo è la festività dell’annunciazione della Vergine benedetta Maria, che cade il 25 marzo. Il secondo, naturalmente, è la Pasqua.
La parola “Pasqua” ha la sua origine nel nome della Dea germanica antica della fertilità e della Primavera, Eostre, Oestara o Ostara, tra i cui simboli sono i nidi delle lepri, le uova degli uccelli, così come la nuova luna, le farfalle ed i bozzoli.
I colori di Oestara – Eostre sono tutta la gamma del rosa, blu-chiaro e giallo paglierino chiaro, il verde, così come i colori più forti della Primavera, quali il verde dell’erba, il blu dell’uovo di pettirosso, il viola ed il bianco.
Le pietre speciali per questo giorno sono l’opale, l’aquamarina, il quarzo rosa e la pietra di luna.
Gli animali mitici includono gli unicorni, cavalli e centauri alati.
Le piante e le erbe associate con questo festival sono i fiori di primavera, dai croco, ai bucaneve, dalle daffodi ai narcisi, così come il gelsomino, il muschio irlandese e lo zenzero.
Il giorno di festa dedicato ad Ostara era lunare piuttosto che solare e tradizionalmente è stato celebrato dagli antichi sulla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Al contrario, il giorno santo cristiano di Pasqua è celebrato la prima domenica che segue l’equinozio di Primavera. Per porre una distanza di sicurezza tra il giorno della signora del Giorno e Eostre, la chiesa ha stipulato che se la domenica di Pasqua effettivamente cade in luna piena, (Pasqua) sara’ celebrata la seguente domenica.
l’Equinozio è il giorno in cui la Wicca commemora la discesa della giovane Dea nel mondo sotterraneo e il suo ritorno trionfante alla superficie della terra, portando con sé i doni della luce, del calore e della fertilità per tutta l’umanità, e cio’ fa pensare alle Dee Persephone, Kore, Blodeuwedd, Eostre, Aphrodite, Athena, Cybele, Gaia, Hera, Iside, Ishtar, Minerva e Venere.
E’ inoltre la stagione del giovane dio che fa pensare ad Herne il cacciatore, il pettirosso del bosco, l’uomo verde, Cernunno, il signore della natura, Dagda, Attis, Tammuz, il dio cornuto, Mithras, Odino, Thoth, Osiride.
Il motivo del sacrificio e della rinascita hanno un significato profondo per i cristiani che commemorano la crocifissione, morte e resurrezione di Cristo con la Pasqua. Qualunque sia la nostra credenza, questo è un periodo in cui celebriamo il trionfo della luce sul buio e sulla morte.
La signora del Giorno è (o deve essere) un momento di pulizia e di rinnovamento, un momento per aprire le finestre e lasciare che il vento attraversi la nostra casa (anche quella interiore), ripulendola delle influenze prolungate dell’inverno. E’ inoltre il momento per la pulizia ed il rinnovamento della propria psiche e per portare equilibrio nella propria vita. Le attività della signora del Giorno includono il giardinaggio, la decorazione e la caccia alle uova di Eostre e ai fiori selvatici.
Da un punto di vista del significato esoterico di questo giorno, con l’Equinozio di Primavera, l’Anno Magico mette per la prima volta l’Io di fronte al non-Io, all’Altro. Il percorso del Sole attraverso lo Zodiaco, che si rispecchia nella successione delle stagioni, è la grande lancetta che va di concerto con la crescita spirituale dell’Iniziato che segue l’Anno Magico.
L’Equinozio di Primavera è l’inizio dello Zodiaco, ciò ci indica che anche nella crescita spirituale dell’Iniziato (con Iniziato si intende sempre genericamente chi segue l’Anno Magico, tanto che sia esso in realtà un neofita o un maestro o altro grado qualsiasi) dovremmo assistere ad un nuovo inizio. Così è infatti.
I primi due Festival, Samhain e Yule, avevano come scopo principale quello di soddisfare bisogni di ordine materiale, ossia la “fame”, intesa come l’insieme delle necessità di base dei nostri tempi, compreso un certo sovrappiù, il desiderio da esaudire.
A livello spirituale iniziava però un lavoro sotterraneo di preparazione che porta alla grande Purificazione di Imbolc, il cui scopo elettivo è di rimuovere gli angoli taglienti del dolore inconscio legato ai ricordi, opera di purificazione che si approfondisce ad ogni Anno e che permette di liberarsi degli schemi di comportamento sbagliati e di ricostruirne dei nuovi.
La fase che va da Imbolc ad Oestara – Ostatra e soprattutto oltre è caratterizzata da una crescente acquisizione di baldanza, di desiderio di sperimentare nuove vie, di rinnovata voglia di vivere, ed è proprio a questo punto, quando si assiste all’esplosione delle forze della Primavera, che lo Zodiaco ci pone il primo impatto con il non-Io, con “l’altro” che non deve più restare l’antagonista dell’Io.
Chi è felice con se stesso per un nuovo progetto che sta per cominciare vive un momento di grande ottimismo e di positività e tende a trasmettere questa positività anche al prossimo, chiunque esso sia: conoscente, amico, cliente o persona incontrata per caso. La liberazione dal dolore inconscio operata da Imbolc ha ridotto gli schemi di chiusura, di eccessiva difesa, di mancanza di socialità e permette di stringere legami più profondi con gli altri e di essere più disponibili, fino ad avere percezioni extrasensoriali sui fatti che li riguardano.
Nello specifico del Festival dell’Equinozio questo aprirsi agli altri passa, se vogliamo, per la porta più facile, perché è quella dell’amore. Si tratta comunque di una porta facile solo all’apparenza perché la necessità di dover accettare e di farsi accettare da un’altra persona è un passo non piccolo.
In ciò si deve leggere una chiara indicazione che il singolo individuo, la persona, per continuare a crescere deve confrontarsi con gli altri e in, modo concreto, come primo passo deve accettare e ricambiare l’amore di un altro essere umano.
L’Asse Equinoziale è fortemente carico di pianeti sessuali (Marte, e Plutone dal lato dell’Ariete, Venere e Proserpina dal lato della Bilancia) che ci indicano che il primo ridimensionamento del Sole-Egoità nei confronti di Saturno-Altri è comunque molto spronato dagli istinti sessuali ed è solo in parte una rinuncia al proprio egoismo e, in soggetti involuti, rischia di non riuscire ad emergere mai dalla sfera dell’egoismo. Ciò spiega la facilità con cui oggi avvengono le separazioni, proprio perché, da entrambe le parti, nessuno è mai veramente uscito da una visione egoistica ed egocentrica e al primo serio problema non sa vedere la cosa da altri punti vista, se non dal suo.
L’Equinozio viene a rappresentare dunque un punto cardinale nell’evoluzione di una persona, da un lato è la rinuncia necessaria e drammatica dell’Io alla propria unicità, dall’altro è l’inizio di ciò che gli antichi chiamavano “Ingresso dell’Albero” (Arbor Intrat), e che oggi molti chiamano “consapevolezza” o, all’orientale, “non-dualità” (Brahman è tutto, e “tu sei quello”, cioè sei Brahman come ogni altro individuo, non c’è separazione).
Un vero cammino spirituale è sempre fonte di accresciuta felicità e l’individuo che accresce la propria consapevolezza attraverso il Festival di Oestara, oltre alle azioni specifiche riportate nelle pagine centrali, ottiene due grandi benefici personali:

1. La propria intima soddisfazione.
2. La nascita di maggiore veggenza verso se stesso e gli altri.

Si sviluppa cioè la percezione degli eventi che capiteranno a se stessi e agli altri. Nei confronti degli altri si colgono proprio gli eventi mentre per se stessi si colgono più delle suggestioni che inducono a prendere scelte precise e a scansarne altre.

La Dea Eostre:

Dea dell’Est, presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi.
I Celti denominavano l’equinozio di Primavera “Eostur-Monath” – “Oestara” in omaggio ad una divinità legata al sole nascente e al suo calore.
A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre. La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Nel Libro degli Incantesimi (Inghilterra, X sec) è contenuto un rituale per la fertilità dei campi che veniva praticato durante l’equinozio di primavera:
Di notte prima dell’alba, prendete quattro zolle dai quattro lati della terra e segnate il punto dove si trovano; poi prendete olio, miele, lievito e latte e un pezzo di ogni tipo di albero che cresce sulla vostra terra, un parte di ogni erba, versate su di essi la rugiada lunare e poi lasciare gocciolare tre volte sulle zolle, cantando:

“Crescete e moltiplicatevi e riempite la Terra”
La cerimonia si conclude al tramonto del sole: rimettendo al loro posto le zolle, il druido si volge verso Est, si inchina tre volte e recita
“Prego la Terra e i cieli sopra di noi
e la potenza del cielo e la sua alta dimora
affinché la mia bocca pronunci questo incantesimo
frutto di un saldo pensiero:
Che le messi crescano per i nostri bisogni terreni
che la terra sia ubertosa
e che i campi verdi siano bellissimi”

Il druido gira in circolo tre volte secondo la direzione del sole, poi si distende per terra e canta.

L’uovo di Eostre

La leggenda narra che un giorno, mentre faceva giocare un gruppo di bambini, la Dea trasformò un uccello in coniglio. Con grande gioia dei bambini, l’animale stregato depose uova colorate. Da questa leggenda traggono origine il coniglio pasquale, il rito delle uova, e molte altre tradizioni associate a questa festa.

Uno dei simboli di Oestara è appunto l’uovo, contenitore di fermento vitale che – finalmente fecondato quindi vivo – deve maturare, essere covato, trasformarsi col calore delle cure, per arrivare più avanti a schiudersi e rivelare manifestamente il suo prodotto: la vita. L’uovo dunque è manifestazione di potere, il potere della realizzazione.
E’ il segno della ricreazione dell’anno e del cosmo. Un antico mito narra che la Notte, fecondata dal Vento, aveva deposto nell’immenso grembo dell’oscurità un uovo d’argento da cui balzò un Dio con le ali d’oro, chiamato Eros, mostrando quel che esso conteneva: il Cosmo intero con tutte le sue creature.
La forma, la perfezione dell’uovo, ne hanno fatto un elemento fondamentale di miti molto complessi. L’uovo, ancestrale simbolo di vita, ha percorso i millenni tra le civiltà della Terra offrendo insostituibili fonti d’ispirazione ad artisti e pensatori: basti pensare all’ “Uovo Cosmico” che, presso diverse antiche civiltà, è posto all’origine del mondo.
Come totalità racchiusa in un guscio indica la creazione, già prefigurata fin dall’inizio.
C’è chi nella struttura dell’uovo vede la rappresentazione della Dea (l’albume, lunare) e del Dio (il tuorlo, solare) o anche viceversa (l’albume che veicola il seme maschile al tuorlo fecondo e femminile) mentre il guscio fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide) congiunge e protegge i due elementi. Tutto cio’ che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno) perpetua la vita vegetale.
Per gli antichi Egizi l’uovo era legato al culto dell’amore, come sorgente di energia vitale, di equilibrio e di armonia tra l’uomo e la natura.
Per gli antichi Persiani l’uovo era legato ai riti agresti e ai quattro elementi dell’universo dai quali dipendeva la struttura “ideale” della vita dell’uomo.
In Cina ed in India l’uovo è ancora oggi il simbolo dell’eterno ritorno alla Vita, la rappresentazione allegorica del mistero dell’essere.
Per il mondo cristiano e’ sempre stato il simbolo della vita e della speranza, perchè legato alla resurrezione di Cristo e della giustizia divina.
Ma al di là dei riferimenti simbolici, l’uovo rappresenta per l’uomo un elemento nutritivo di altissimo valore. E il nutrimento altro non è se non carburante per l’azione…

Il coniglio

…in Germania ad esempio vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale”, in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto. Questa tradizione è fortemente legata al culto della dea precedentemente descritta, infatti nelle tradizioni pagane si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio, usanza che dunque collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Simbolo della dea è la lepre, o coniglio, che in realtà rappresenta la stessa divinità che si rende immanente e concepisce se stessa come divinità dei boschi.
Questo carattere sembrerebbe far ritornare l’idea di Eostre come dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che, come vedremo, sono collegate anch’esse a tale festività.
L’animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre, sancendo così la sacralità dell’animale. Una delle credenze del primitivo era quella che, cibandosi dell’animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino che è insita nella sua immanenza.
Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag che vorrebbero rappresentare l’animale e anche la runa Gebo o la ruota solare.

Indicazioni per il cerchio di Ostara:

Per l’altare usate un panno verde, candele di colore pastello e decorazioni con fiori di campo o fiori di stagione. Bruciate incenso di Ostara (una mistura di radice di giaggiolo, gelsomino, rosa e petali di viola). Per segnare i punti cardinali usate dei cestini con uova del colore appropriato.
Create il cerchio con la bacchetta. In alternativa, usate un ramo fiorito. Rami di sanguinello, ciliegio e salice vanno bene.

Suggerimenti per festaggiare Ostara:

Per il banchetto, invece del dolci e del vino, servite uova condite con salsa piccante e latte.

Con una matita bianca, scrivete sulle uova bollite le qualità che vorreste acquisire. Per esempio, su uno potreste scrivere prosperità, sull’altro gentilezza, e così via. Dipingete ciascun uovo con un colore appropriato, beneditelo durante il rituale, poi mangiatelo. Sappiate che i semi spirituali delle qualità che avete scelto sono stati piantati dentro di voi e sbocceranno durante l’anno.

Disponete un uovo fresco ad ogni angolo della vostra proprietà per garantirvi una vita famigliare prospera. Mentre sistemate ogni uovo, pronunciate parole simili a queste:

Uovo fertile di antica vita
Porta gioia e allegria,
Tutti i conflitti soffia via
La tua grande fertilità
Perfetto amore e armonia a tutti concederà.

Sbattete bene tre uova, poi aggiungete un quarto di latte. Benedite con queste parole:

Ricchi prodotti della Terra
Unitevi e mischiatevi in gioia e allegria,
Che tutto ciò che toccate fertile sia
Come io desidero, così sia.

Usate il preparato per aspargere e benedire tutte le aree del giardino non ancora coltivate. (Se non avete a disposizione uno spazio all’aperto, ma volete coltivare i semi in casa, mettete la miscela in un vaporizzatore e nebulizzate a fondo l’area dove si trovano i vasi.)
Mentre nebulizzate, pronunciate queste parole:

Latte e uova, fertilizzate ora
Questo terreno che sotto il cielo dimora
Nel nome del Signore e della Signora
Che questo luogo benedetto sia
E che nella luce e dell’ombra prospero sia.

Tempo permettendo, fate il rito all’aperto, in giardino. Al termine, delimitate l’area di coltivazione, dissodate a fondo la terra e lavoratela bene. Poi stendete una tovaglia e fate un picnic. Pensate a cosa volete piantare nel giardino.

Altre attività

Passeggiare per campi e boschi osservando la rinascita di tutta la natura.

Intrecciare fiori fra i capelli, mettere un fiore negli abiti o un piccolo mazzo degli stessi fiori di campo sulla scrivania in ufficio o su una mensola della cucina, per testimoniare che anche noi apparteniamo alla natura

Cibarsi di frutta fresca sin dal mattino e poi uova e vegetali. Cucinare le uova con una salsa piccante alle erbe, secondo i tuoi gusti e quelli dei tuoi commensali; si possono usare peperoncino, prezzemolo, basilico o erba cipollina, ecc

Dipingere delle uova con i simboli del Sole e della Luna

Accendere una candela verde in un piatto pieno di terra umida, lasciarla bruciare e poi seppellire ciò che resta, come dono alla Terra.

Accendere un fuoco durante i riti di Oestara; se non ne c’è la possibilità si può sopperire accendendo un fuoco dentro un piccolo Calderone o un bracere.

Se il tempo lo permette fare un picnic all’aperto immergendosi nella bellezza della natura, entrando in simbiosi con essa e pensando a cosa piantare di nuovo in giardino o nei vasi della terrazza e naturalmente alla cura e la conservazione delle piante già esistenti.

Fonti:

L’arte della Strega – Dorothy Morrison
Il Cerchio della Luna
Il Calderone Magico
Strega delle Mele

Ostaraultima modifica: 2010-09-16T15:36:17+00:00da g0rka
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